03 settembre 2009
Partenza da Malpensa ed arrivo a Palma de Majorca, un’afa eccezionale ci accompagna per tutto il tragitto. Prendiamo al volo il bus che ci porta in centro e quasi subito la coincidenza che ci porta a Coloni S.Jordi dove abbiamo la camera prenotata all’Hostal Colonial Arrivati all’Hostal che è anche una rinomata gelateria ci accoglie una specie di barista che ci dice di seguirla. La stanza è in cima ad una scali ripidissima, alta trenta gradini che sembrano 300 e in più sta proprio sopra i tavolini della gelateria. Nazarena cerca subito d’ufficio reclami , ma la cameriera se la liquida dicendo di non preoccuparci che alle 23.00 al max il via vai finisce e torna il silenzio, infatti sarà proprio così.
Il paesino che sembra pulito, ordinato, in giro non c’è nessuno.
La cena è molto presto dalle 19,30 alle 20,00 ma la sorpresa è che non si può scegliere quello che mangi; nemmeno fra solo due portate, mangi quello che ti portano e se non ti piace resti a digiuno, oppure ti puoi rimpinzare di olive cetrioli ed insalate che si possono prendere l buffet. A letto presto per la stanchezza del viaggio e arretrati.
04 settembre
Anche oggi il caldo è fastidioso, la colazione è tutta al buffet, molto buona c’è un po’ di tutto, quello che manca è il personale dell’Hostal. In tutta la sala bar-gelateria-pensione c’è solo una signora con in braccio un bambino che sparecchia i tavoli e porta piattini qui e la. Appesi al soffitto antichi ventilatori. Ci rechiamo al noleggio scooter, ma si noleggiano solo moto di grossa cilindrata, così svaniscono i nostri propositi di girare tutta la zona.
Ce ne andiamo a piedi alla spiaggia più vicina Es Dolc ma non ci entusiasma. Dopo un pranzetto sul balconcino della camera a base di tortilla e frutta e riposino andiamo alla spiaggetta del porticciolo, l’acqua è trasparente e calma ci restiamo tutto il pomeriggio.

Comincia il patema all’idea di cosa ci serviranno per cena? Se ci portassero un piatto di gamberetti? Chi se li mangia? E infatti ci portano un bel sformato di baccalà sotto uno strato di verdure tritate con peperoni pinoli ed uva sultanina. Per Nazarena il limite è superato stop ai peperoni e al baccalà salatissimo e a rischio spine. Il cameriere è dispiaciuto e grida alla cuoca che non mangio peperoni e prima di lasciarmi a stomaco vuoto chiede a Daniele se vuole mangiare il mio baccalà. Come dessert torta di noci e gelato alle noci.
05 settembre

Nel pomeriggio prendiamo a nolo due biciclette e pedaliamo per arrivare al centro della Plaja Es Trenc,

ma poco più di due Km la strada ci porta sempre più verso l’interno.
Così decidiamo di tornare indietro fino all’inizio della spiaggiadi Es Trenc, lasciamo li le biciclette ad andiamo sul bagnasciuga a stenderci al sole.



Il anche qui mare è bellissimo.
Torniamo all’ora di cena, dopo un brodino di vegetali due nodini con crauti e pancetta per la quasi totalità di ospiti tedeschi. Bisogna dire che, a parte l’effetto sorpresa, tutto è genuino, cucinato al momento e ben servito ed il gelato che fa da dessert fisso è notevole.
06 settembre
Per oggi ci “accontentiamo” della Plaja Es Trec, ci spingiamo qualche centinaio di metri più avanti del giorno prima, la spiaggia diventa bianca e sottile a perdita d’occhio. Anche il mare è trasparente quasi fino all’orizzonte. Una piscina naturale incredibile! Ci fermiamo li tutta la giornata, solo un po’ di frutta per pranzo e tanto mare, tanti bagni tanti pesci nell’acqua!
Ritorno e pronti per la sorpresa cena, ormai siamo al “toto cena” ci sarà pesce? Carne? La Pipina dice pollo e infatti pollo con funghetti e nuovi gusti della gelateria Colonial. Dopo cena come ogni sera un piccolo giretto fino al porto per telefonare a casa. Stranamente non si sente mai parlare italiano.
7 settembre
Anche oggi faremo una bella “scampagnata” fino alla plaja Es Carbò, che dicono essere fra le più belle dell’isola, ci si arriva solo in barca o a piedi 45 minuti di cammino partendo dal porto. Copriamo un po’ di frutta e tortillas e la Pipina si regala un bel paio di occhiali da sole marca Koko ma autorizzati CE al prezzo di ben 8 €.

Con ombrellone e zaino partiamo, la strada è su e giù fra le rocce, incontriamo tanti angolini suggestivi fino alla spiaggia che una meraviglia ancora più bianca ed isolata di Es Trenc. L’acqua sembra di un’isola tropicale, nel pomeriggio il vento e le increspature del mare tolgono un po’ di dolcezza al paesaggio.




8 settembre
Prima di colazione siamo già all’autonoleggio, senza troppe formalità paghiamo 102,00 € per 2 giorni compresa anche l’assicurazione e ci danno una Fiat Bravo diesel enorme. Paghiamo in contanti senza cauzione, carta di credito e tutte le altre storie che ci hanno sempre chiesto per il noleggio. Prima tappa Cala Figuera, che è un antico paesino di pescatori , in mezzo a lingue di terra tipo “fiordo”.




Il molo del porticciolo è pieno di reti da pesca ammassate ma nessun pescatore.
Riprendiamo l’auto e poco dopo siamo alla plaja S’amarador nel parco Mandragò. Ci si arriva dopo aver lasciato l’auto al parcheggio

poi a piedi nella pineta fino al mare.

Finisce la pineta verde e si spalanca una spiaggia bianca non molto grande raccolta fra due scogli.

Stendiamo gli asciugamani e facciamo un bagno rigenerante.
L’acqua e trasparente il fondo sabbioso luccica di sole.
Pranzo al sacco a Cala D’or, e subito alla ricerca di Cala Esmeralda e Cala Serena, dalla guida sembrerebbero spiaggette incantevoli e isolate, invece si tratta di due minuscole baiette con l’acqua color turchese questo si ma con tanta di quella gente dentro fuori e tutt’intorno . Concludiamo che nulla ci sembra meglio della nostra Es Trenc.
Torniamo al Colonial per ora di cena, con la solita curiosità, il pasto fila liscio e abbondante fra patate ripiene zuppa di ceci e carne allo chef (nel senso che solo lo chef sa come l’ha cucinato). Per finire dessert a sorpresa (l’unica cosa che di solito potevamo scegliere) crema di caffè su cioccolato fuso in coppa. La giornata è stata ricca e lunga. Buonanotte.
9 settembre
Partenza per Palma arrivo dopo un’ora, lasciamo la macchina al parcheggio e ci addentriamo nella città vecchia. Entriamo nella Cattedrale aggregandoci ad un gruppo con guida che parla italiano, all’interno la cattedrale è molto bella, dal rosone a vetri colorati (che è il più grande del mondo) filtra una luce colorata mai vista. C’è anche una strana cappella in stile moderno ideata da un architetto (Barcelo) da un lato ci sono pesci ed altri soggetti marini, dall’altro angurie e frutti della campagna in mezzo Nostro Signore stilizzato che quasi non si riconosce. Ci fermiamo in una gioielleria, la Piccina vorrebbe comprare degli orecchini con perle pendenti, in vetrina c’è ne un paio che le piacciono ma il prezzo è un po’ caro. Gironzoliamo per la città, si respira una bella atmosfera.







Nella fontana del castello un maestoso cigno nuota con eleganza.

Per consolarmi del mancato acquisto, ci godiamo l’ultimo pomeriggio di mare a Es Trenc, dal Marquez un quarto d’ora a piedi e siamo nel nostro paradiso facciamo il bagno e proviamo un nuovo stile che si nuota in due. Ultima cena a sorpresa prima di preparare i bagagli. Durante la nostra passeggiata serale scopriamo il portaombrellone a cavatappi.
10 settembre
Oggi si tona a casa
questo piccolo angolo di mondo, tranquillo e poco turistico circondato da un mare cristallino sarà per ogni estate la nostra meta, la nostra libertà la nostra seconda casa. A Colonia di Sant Jordi Daniele ed io ci siamo amati, ritornati e riamati tutti gli anni dal 2013 e continuiamo ancora adesso, ed ogni volta gli occhi e il cuore si riempiono d’azzurro.














