Edimgurbo 2014

La Scozia è una terra che non smette mai di incantare…

Federico ha terminato da poco il master in Business Administration alla prestigiosa Università Heriot Watt e ci ha invitato ad assistere alla Cerimonia di investitura dove verranno consegnati solennemente i diplomi a tutti i neo-laureati, provenienti da tutto il mondo. Quale occasione migliore per visitare Edimburgo?

Partiamo due giorni prima dell’evento e prendiamo alloggio in un vecchio ma accogliente albergo ai piedi della collina e vicinissimo al centro della città. Colazione tipica “scozzese” a base di salsicce arrosto, fagioli al pomodoro, funghi in padella e uova strapazzate.


1 giorno

Edimburgo è una città dal fascino antico, dove le tradizioni scozzesi sono ancora vive: in giro si incrociano parecchi uomini, anziani e giovani, che indossano disinvoltamente i tipici Kilt variopinti;

lungo le vie  – a circolazione invertita – lunghe fila di vecchi taxi neri, grigi, verdi scuro o bordeaux, con le carrozzerie bombate che richiamano le auto d’epoca degli anni 20;

il suono delle cornamuse agli angoli delle strade mette allegria anche se il cielo è grigio.

Ormai è autunno inoltrato e la natura, anche in città, si infiamma di colori caldi: dai parchi di Edimburgo fino alle foreste delle Highlands, tutto contribuisce ad esaltare quell’aura magica di miti e leggende.

Il centro storico di questa città rientra oggi nel patrimonio UNESCO dell’umanità: gli edifici sono di ispirazione greca e risalgono alla fine del XVIII secolo quando la città,  separata dal suo porto da una piana disabitata (proprio come il porto del Pireo è separata dalla capitale della Grecia), pretendeva il nome di Atene del Nord.

Le zone principali sono due, Old Town e New Town; ci avviamo a piedi con calma, nel vento freddo che sferza. Siamo ben coperti, con una piccola guida e senza troppi programmi ci troviamo nella Royal Mile, una strada lunga un miglio che collega il Castello alla residenza estiva della famiglia reale inglese, l’Hollywood Palace (che troviamo chiuso).

Ai lati si aprono ogni tanto delle piazze e dei vicoletti un po’angusti, ricoperti da volte, che spesso finiscono in cortili interni.

A metà strada sorge la St. Giles Cathedral, proprio al centro del Royal Mile; molto bella la piccola Thistle Chapel e stupende le vetrate policrome. È il principale luogo di culto in Scozia e del presbiterianesimo in generale.

Nella piazza un grande monumento di bronzo, raffigurante un cesto con uva e frutta; non vi è nessuna scritta ma in alcuni punti è molto chiaro il segno luccicante delle insistenti “toccate porta-fortuna” dei turisti.

Terminiamo la giornata al pub The Conan, un vecchio locale con cassettoni in legno e con le vetrate decorate. Daniele  prende un piatto di pesce con la birra ed io preferisco la carne.

2 giorno

In 20 minuti di treno arriviamo a North Queensferry, uno dei villaggi del Firth of Forth, ovvero il fiordo lungo il quale sorge Edimburgo.

Il villaggio è davvero piccolo, pochi gli Alberghi e  ristoranti (chiusi) e nell’unica caffetteria aperta ci riscaldiamo con un surrogato scozzese di caffè.

Passeggiamo fra i piccoli cottage che attendono la bella stagione; fra riflessi di luce autunnale, per le vie silenziose, ascoltiamo la voce del vento e della natura in una quiete quasi surreale.

Camminando, arriviamo sotto il ponte, Il Forth Rail Bridge, con la sua massiccia struttura color rosso scuro che  sovrasta e troneggia sul panorama e sul villaggio. Mi piacciono la sua forma (sembra un drago che dorme) e il suo rumore quando il treno lo attraversa.

Forth Bridge è un ponte ferroviario a sbalzo del 1890 sul Firth of Forth . Il ponte unisce la capitale con la regione del Fife a nord e rappresenta una delle arterie principali tra il nord-est e il sudest del Paese. A lungo considerato una meraviglia dell’era industriale, è dichiarato parte del patrimonio UNESCO dal giugno 2015. Il ponte, con l’infrastruttura ferroviaria associata, è di proprietà della Network Rail  Infrastructure Limited.

Accarezzati dal vento giungiamo fino in fondo al molo e restiamo ad ammirare la bellezza di questi tre giganti di ferro e degli uccelli che volano nei ritagli d’azzurro.

A North Queensferry si trova il faro più piccolo di tutta Scozia, il  Bell Rock del 1811; la porticina è aperta e si può visitare.

Robert Stevenson, nonno dello scrittore di Edimburgo Robert Louis Stevenson, fu l’ingegnere che collaborò alla realizzazione di questo faro, ed è considerato uno dei suoi più grandi successi.

Rientrati in città prendiamo l’autobus numero 22 per  Leith, la zona del porto. Avremmo voluto visitare il Royal Yacht Britannia, la nave della famiglia reale, ma ci accontentiamo di guardarla dal molo.

Inizia a piovere, ci rifugiamo in un grande magazzino e dopo un breve pranzetto

facciamo una piacevole passeggiata lungo il Water of Leith,

sotto un bellissimo arcobaleno.

3 giorno

Oggi di buon mattino sono arrivati Federico e Sara che alloggeranno nel nostro stesso albergo; in tarda mattinata arriva anche Roberta, la mamma di Federico.

Nel pomeriggio, tutti insieme ritorniamo in centro; Daniele ed io facciamo da guida nella Princes Street, un susseguirsi di  negozi  di abbigliamento e souvenirs.

Daniele mi regale una mantella di tartan verde a quadri blu e neri (non ricordo di quale clan), con una caratteristica spilla di pietra dura come fermaglio.  Roberta è in cerca di un cappello con visiera scozzese e ci fermiamo da Cath Kidston dove compro guanti di cachemire che regalerò alle mie nipoti, e da Scribbler, per i biglietti di auguri e la cartoleria. Fino a raggiungere la piazza del Castello,

Naturalmente, non può mancare una visita al cimitero di Greyfriars. Al centro la Chiesa, dove nel 1638 fu siglato il National Coqui. Il cimitero è uno dei luoghi sacri della Scozia: oltre le tombe di uomini come David Hume, Adam Smith e Greyfriars Kirk, è conservata la lapide che ispirò J.K. Rowlings a realizzare il personaggio di Lord Voldemort.

Troviamo anche la tomba di Bobby,

il piccolo terrier dell’isola di Skye, che vegliò fedelmente sulla tomba del suo padrone per 14 anni, nutrito dalla gente del quartiere. Bobby sfuggì alla sorte dei cani randagi grazie a Lord Provost che pagò la tassa e lo munì di un collare.

Dopo aver raccontato la sua storia proprio davanti alla lapide di Bobby, vedo tutti un po’ commossi, soprattutto Roberta che vive per i suoi pelosetti.

Ci fermiamo al Greyfriars Bobby’s Bar, uno dei più vecchi pub di Edimburgo, accanto all’ingresso è stato posto  il monumento in bronzo dell’eroico  Bobby…  e qui si scatenano i flashes .

Scendiamo verso Grossmarket per il pranzo.

Rientrando  visitiamo la casa di John Knox, il grande teologo scozzese protagonista della riforma della chiesa. Predicatore energico e dottrinalmente rigido, Knox compose numerosi trattati.

Una sosta al  pub The Mitre per  un assaggio di whisky scozzese.

4 giorno

Questa mattina sveglia molto presto, infatti, per arrivare alla sede dell’Università ci attendono  40 min. di tram.

Siamo alla periferia di Edimburgo: nel piazzale dell’Università, attorno alla statua di James Watt, c’è un gran fermento.

Siamo tutti un po’ frizzanti, facciamo colazione al bar interno, attendiamo che Federico si cambi e poi ci avviamo verso l’Aula Magna: è un grande auditorium; ci sediamo sulle gradinate dove sono divisi  i laureandi da una parte e  i parenti dall’altra. Molti  ragazzi, provenienti da tutto il mondo; ad un tratto cessa il brusio ed entrano il Rettore ed alcuni Professori anch’essi in abiti damascati da cerimonia.

Iniziano le introduzioni dei vari docenti e le chiamate dei neo-laureati, tutto rigorosamente in inglese … Ad uno ad uno sfilano sul palco i laureandi. Daniele quando sente il nome di Federico, naturalmente  pronunciato all’inglese, si emoziona. Dopo una splendida esibizione del Coro dell’Università che saluta tutti i presenti ed augura buona fortuna ai neo-promossi, la cerimonia si conclude con lo scatto di foto amatoriali nella sala  grande e con quello di foto professionali nel piccolo studio fotografico appositamente allestito all’interno dell’ateneo. Federico con mamma e papà verranno immortalati insieme  con tanto di pergamena arrotolata in primo piano. In un altro salone dell’edificio ci aspetta un rinfresco a base di appetitose ed originali sfiziosità.

Un brindisi finale al suono  di una cornamusa nel piazzale dell’Ateneo.

Ritorniamo in città e attraversiamo il parco di Hollyrood. La strada sembra sprofondata fra le montagne, gli scoiattoli saltano fra le foglie, il Castello svetta sulla collina vulcanica.

Monumenti, giardini e palazzi, tutto è disposto con eleganza; in mezzo alla nebbia e ad una  pioggerellina sottilissima, alcuni ambulanti vendono cassette di pigne e coroncine di bacche rosse in preparazione del vicino Natale.

Alla sera, cena tutti insieme per festeggiare Federico un ultima volta.

5 giorno

Un saluto a Roberta, Federico e Sara che restano ancora un giorno ed un ultimo  sguardo a questa città, al  vulcano spento  che rappresenta per i celti una montagna magica …  Dall’autobus le case svaniscono e ci ritroviamo d’improvviso, Daniele ed io,  avvolti nella magica natura.