Svezia 2019 – da Malmo a Gotenborg

Oltre il ponte di Oresund comincia  veramente il nostro viaggio, a bordo della piccola nuova Fiat 500 presa a noleggio un paio di giorni prima all’aeroporto danese di Copenaghen. Assaporeremo le atmosfere silenziose, cariche di serenità e tranquillità, di una Svezia a metà tra terra e mare.

la prima immagine dopo il ponte

Dopo una breve sosta a Malmo per la colazione, proseguiamo nella regione della Scania, ricca di campi coltivati, di foreste e di laghi.

LUND

Ne “Il posto delle fragole” di Ingmar Bergman il protagonista, il vecchio Isaak Borg, compie un lungo viaggio in automobile per raggiungere la Cattedrale di Lund un tempo solo piccolo borgo.

Arriviamo nella mattinata e subito ne respiriamo l’atmosfera pacata, passeggiando nelle strette stradine lastricate di ciottoli, fra vecchie case tradizionali a graticcio. Tutto sembra sospeso nel tempo, una cittadina universitaria incastonata nel verde e nella pietra.

Con grande sorpresa nella piccola piazza troviamo stends artigianali allestiti con prodotti siciliani; sorridiamo mentre dietro a curiosi svedesi ingolositi facciamo la fila per assaggiare arancini e cannoli.

C’è anche una  curiosa mostra all’aperto: poggiate sul suolo di porfido, in un angolo della piazza, una fila di decine di paia di scarpe, di tutti i generi e misure, con legati su ciascun paio un biglietto con un messaggio scritto nella lingua locale, per noi indecifrabile.

E’ quasi mezzogiorno e l’orologio astronomico della cattedrale sta per suonare.

All’interno, il funzionamento ed il significato di tutto il meccanismo ci viene spiegato da un prete protestante, capelli lunghi con codino, anelli, bracciali, tatuaggi sulle braccia e sul collo e stivaletti neri da motociclista. Parla svedese e  comprendiamo null’altro che la mimica.

Ma che meraviglia a mezzogiorno… è uno dei congegni astronomici più belli che abbia mai visto.

La Cattedrale di Lund  è stata consacrata tra la fine dell’anno 1000 ed il 1145; l’orologio astronomico è del 1400: suona alle 12 e alle 15 ed il meccanismo fa partire un cantico medievale facendo muovere le figure dei Re Magi e di Gesù Bambino.  Lo spettacolo non è solo musicale ma anche visivo: con un movimento a carillon, sette piccole statuette in legno raffiguranti i tre Magi e i loro accompagnatori compiono un percorso di fronte alle figure di Maria e Gesù Cristo, mentre si ascolta In Dulci Jubilo. Ai lati di Maria e Gesù due cavalieri annunciano, di volta in volta, il passaggio dei Magi, sollevando in arie le trombe

Sopra la scena del Carillon c’è il vero e proprio orologio astronomico, che mostra i segni zodiacali, la posizione del sole al tramonto e le differenti fasi lunari durante l’anno. Agli angoli dell’orologio si trovano quattro figure con lunghissime pergamene, e che rappresentano antichi astronomi come Aristotele, Tolomeo o Ipparco. Sopra tutta la struttura i Cavalieri della Luce e dell’Oscurità sembrano impegnati in una battaglia senza fine. Al di sotto della scena di Maria e Gesù si trova il Calendario, attraverso il quale è possibile calcolare i giorni delle festività religiose mobili (ad esempio la Pasqua) ed osservare un arco di tempo che va dal 1923, anno del restauro, sino al 2123.

All’uscita riprendiamo la nostra passeggiata e casualmente ci troviamo davanti alla casa del celebre poeta svedese A.Strimberg, dove scrisse il tanto discusso romanzo autobiografico “Inferno”.

Pranziamo al mercato coperto Petersborgs Gårdsbutik dove conosciamo i simpatici gestori di una pizzeria italiana, nella quale servono anche la famosa pasta all’Alfredo, (inventata dagli americani per attirare i turisti). Si dicono contenti del loro trasferimento in Svezia ma anche a loro manca sempre molto il sole dell’Italia.

HALLAND

Ne primo pomeriggio, ripresa la strada principale per Goteborg, percorriamo la costa occidentale nella contea di Halland; lo sguardo si allontana verso spiagge sabbiose da una parte e foreste dall’altra.

Arriviamo a Molle, che ospita il faro più luminoso d’Europa, il Kullens Fyr; il tempo si sta guastando ed inizia a piovere a dirotto così ci accontentiamo di vederlo da lontano.

Tylösand ha sette chilometri di sabbia bianca e setosa, tracciata da dune e bagnata dalle onde del Mare del Nord.

HALMSTAD

Dopo una breve sosta a Halmstad: ammiriamo, dall’esterno, il castello del 16° secolo residenza del re Kristian IV. Molto bella la torre sottile e rivestita di rame. Poi la chiesa medioevale di Sankt Nikolai Kyrka: la facciata in mattoni gialli proviene da un restauro degli anni ’70 dell’Ottocento.

VARBERG

Riprendiamo il viaggio sotto un cielo minaccioso, costeggiando la riserva naturale di Hallandsleden che mescola boschi di faggi, querce e pini.

Il tempo sta peggiorando… lasciamo l’’auto nel grande piazzale e ci incamminiamo verso la fortezza di Varberg, costruita su uno promontorio roccioso; arriviamo ai piedi del gigantesco edificio ma ci accorgiamo che la salita è impegnativa; con vento e pioggia ancora di più… meglio evitare. Ritorniamo alla macchina sotto un cielo ricco di nuvole temporalesche sul mare.

Prima di sera siamo ad Halta da Federico e Sara.

SENZA META NEL VERDE

Oggi Federico e Sara devono lavorare e non possono dedicarci molto tempo; riusciamo però a prendere insieme una deliziosa colazione, burro marmellata, latte e sorpresa… dalla finestra-veranda assistiamo al passaggio di una famigliola di cerbiatti in giardino.

Più tardi visitiamo la fortezza di Bohus a  Kunglav

e poi a zonzo nella verde campagna svedese, fra fattorie e  piccoli laghi. Le strade sono immerse nelle foreste e quando si esce dal fitto degli alberi, si aprono scenari da favola, corsi d’acqua e laghi che sbucano da un momento all’altro dietro una curva;  il tragitto stesso, per raggiungere un posto qualsiasi, è già uno spettacolo.

Rientrando ci fermiamo a fare la spesa: questa sera cuciniamo noi e naturalmente all’italiana!

UNA GITA IN BARCA

Siamo diretti al piccolo porticciolo dove Federico tiene ormeggiata la sua nuova barca a vela che è più grande di quella precedente.

E’ bellissima ed attrezzatissima; nella cambusa anche i fornelli basculanti, per evitare che il pentolame possa rovesciarsi quando si cucina con il mare grosso.

Appena salito a bordo, Daniele si siede per evitare di perdere l’equilibrio. Dopo aver preso un po’ di confidenza con l’ondeggio della barca, riesce anche ad aiutare Federico con le vele e a tenere il timone.

Il cielo è sereno mentre il vento distende le vele; cullati dall’acqua filiamo fra isolotti di forme strane colorati di ocra, rossi, gialli…

In lontananza le piccole casette bianche con i tettucci carminio sembrano sospese fra mare e nuvole. Navigando in questa meraviglia, dove lo sguardo si riposa,

arriviamo a Mastrand e, nonostante il “fresco venticello” che spira sull’isola, facciamo colazione all’aperto, per non sprecare nemmeno un po’ della luce e del sole che la stagione ci sta offrendo.

DIRETTI A NORD – Isole

CNN è una delle ultime dieci aree selvagge più grandi al mondo: la costa occidentale svedese, 280 splendidi chilometri da Göteborg al parco marino delle isole Koster, vicino al confine norvegese, ha 8.000 isole e isolette (da esplorare con le bici a noleggio), placide acque per pagaiare, piste ciclabili, sentieri escursionistici e ottimi crostacei

Oltrepassato il ponte di Stenungsund percorriamo la strada 160 a nord dell’Isola di Tjor; alcune delle piccole isole dell’arcipelago svedese sono collegate fra loro da ponti. Per tutta la strada si incontrano pittoreschi villaggi di pescatori, paesaggi rocciosi, riserve naturali, arriviamo a sud  dell’isola di Orust.

Costeggiamo lo Stigfjorden, un fiordo poco profondo collegato al mare da stretti canali  navigabili; durante la primavera e l’autunno, la riserva naturale assicura  la sopravvivenza di migliaia di anatre, oche, cigni e trampolieri.

Breve sosta a Smogen

Smögen è su tutte le guide turistiche e non avrebbe bisogno di presentazioni. Vederla già dal ponte che la raggiunge è però un’esplosione di colori che merita di essere ricordata: l’erica viola fra le rocce di granito giallo-rosa e le casette rosse -bianche che sembrano appollaiate lì, quasi in precario equilibrio sul filo dell’acqua. Passeggiamo sul molo.

Gullholmen

Su suggerimento di Federico, che nel periodo estivo naviga instancabilmente con la sua barca fra queste isole, saliamo sul traghetto per Gullholmen. Nessun turista, il sole si sta offuscando, i colori sono quasi eterei…

Sbarchiamo su una piccola isola dove non ci sono auto, gli alberi delle barche   ondeggiano al vento, il legno del pontile   scricchiola sotto i nostri  piedi.

Le stradine strette si snodano tra tipiche case di legno; alle finestre, fra tendine di pizzo, sono posti oggetti marittimi: fari, gabbiani, velieri. Oltre alla bellezza abbagliante dei colori, regna un assoluto silenzio.

Siamo fuori stagione e bar e ristorantini sono ormai chiusi. Ci imbattiamo in un Signore che ci accoglie nella Bibliotek  Museum   dell’isola  e ci fa da cicerone per quasi un’ora, descrivendoci, in italiano quasi perfetto, tutti gli animali di cielo-terra e mare raccolti nel museo (alcuni impagliati altri solo disegnati) che vivono protetti in questo pezzo di mondo.

Al termine dell’inaspettato tour naturalistico ci accompagna personalmente alla piccola drogheria del porto, dove acquistiamo pane e salmone che ci mangiamo sulla banchina in attesa del traghetto che ci riporterà sulla costa.

Appena a terra, l’ultima sorpresa della giornata: sul parabrezza dell’auto, lasciata qualche ora prima nel parcheggio deserto del porto, una bella e salata multa per divieto di sosta. La zona completamente vuota e l’assoluta mancanza di altri turisti ci aveva fatto credere che la sosta fosse libera. E’ stata in quella occasione che abbiamo scoperto che in tutta la Svezia il parcheggio è sempre a pagamento!

Riprendiamo la strada del ritorno, ma prima ci fermiamo un attimo… lo sguardo va al di là delle rocce, al di là d le isole, al di là del mare.

Si cena e si resta in casa; Federico ci racconta delle sue regate e delle sue avventure nella foresta,  Sara dei sui progressi con Finetta, il suo inseparabile cavallo.

Questa ultima mattina, presto facciamo insieme colazione poi ci salutiamo; Federico e Sara devono entrambi andare a Goteborg-città per lavoro. Chiuderemo noi la loro casa più tardi avendo la sensazione che alla sera ci ritorneremo ma lasciando le chiavi sotto un vaso del giardino.

Percorriamo il tragitto nel verde del grande campo da golf che circonda la casa di Federico e Sara, fino ad immetterci sulla strada principale.

Superata Goteborg, l’autostrada corre diritta fino in Danimarca dove l’aereo ci attende per riportarci a casa. In serena tranquillità sono volati anche i nostri otto giorni di vacanza.

Goteborg 2012

Goteborg

24 agosto 2012

Partenza da Orio al Serio e dopo circa 2 ore di volo arriviamo per la prima volta in Svezia (ci ritorneremo quasi ogni anno);

dall’autobus che ci porta  a Goteborg  possiamo già vedere la natura verde ed il cielo azzurro che ci circonderà sempre in questi giorni. Arrivati alla antica ed elegante stazione ferroviaria ci fermiamo per uno spuntino dal più moderno e spartano KFChicken che si trova al suo interno:, coscette, alucce e petti di pollo impanati, fritti e  piccanti, con patatine  e salsine a volontà, delizioso!

Federico (il figlio maggiore di Daniele) viene a prenderci, ci ospiterà a casa sua e ci farà da cicerone nonché da traduttore almeno dall’inglese. Prendiamo il tram per raggiungere l’abitazione di Federico, all’ultimo piano di un antico palazzo dove alle finestre, come in tutte le altre case intorno, sono poste lampade ed orchidee per illuminare meglio l’ambiente, a causa delle lunghe notti svedesi (in alcuni periodi dell’anno c’è buio anche per 18 ore al giorno). Anche la cena è ottima, preparata da Federico e da Sara (la sua nuova fidanzata metà egiziana e metà svedese) naturalmente a base di salmone nordico.

Questa vacanza a Goteborg non è esclusivamente turistica; la nostra curiosità va oltre il panorama, i musei ed i monumenti. Ormai Federico si è trasferito in questo paese con l’intenzione di mettere radici. Così vogliamo conoscere non solo la storia e le bellezze della natura ma anche il clima politico e la vita sociale. Le lunghe chiacchierate con Federico ci chiariscono meglio il modo di vivere della gente qui al nord Europa.

25 agosto

Dopo la sveglia e la prima colazione, con tutta calma usciamo a fare un giro: l’aria è tiepida e nella giornata farà persino caldo; percorriamo a piedi la lunga Strassvagen, per ritrovarci all’ingresso del Tradgardsforeningen, un parco-roseto ottocentesco, il più grande della Scandinavia, allestito all’inglese,

con percorsi tortuosi che conducono all’Orto Botanico, fra serre tropicali e giardini all’aperto. Un susseguirsi di piante originarie di tutto il mondo, fra le quali è una meraviglia passeggiare.

Riprendiamo la nostra passeggiata in città, fra edifici storici di quartieri eleganti e sempre il verde dei parchi come cornice; la Piazza Gotaplatsen è immensa ed al suo centro domina il gigantesco monumento di Poseidone; dalla piazza Gustaf Adolfs svetta la statua di Re Gustavo II, il teatro dell’opera e negozi di coloratissime caramelle.

A proposito!… Federico e Sara hanno appena avviato un’attività di vendita on line e consegna a domicilio di Sweets e Gummy Candyes; in Svezia questo tipo di dolciumi è diffusissimo e per strada ci sono appositi  distributori automatici.

Si pranza al Feskekorka  al mercato del pesce, dove all’interno, oltre ai banchi per la vendita, del mercato crostacei ci sono vari piccoli chioschi in cui mangiare crostacei, zuppa di pesce e gamberetti preparati al momento.

26 agosto

Oltre alla grande foresta, la vicinanza al mare rende Goteborg una città speciale.

Oggi escursione su una delle tante isole dell’arcipelago; al capolinea del tram 11 e con lo stesso biglietto, saliamo sul battello.

L’acqua è scura ma fra le nubi fa capolino il sole che illumina i tettucci rossi delle centinaia di casette dei pescatori che si affacciano a pelo d’acqua.

Nel piccolo porticciolo di Styrso sono parcheggiati dei vecchi ma ancora efficienti motorini a tre ruote, tipo “Ape Piaggio” ma scoperti e con il cassonetto sul davanti; Daniele se ne innamora.


Dopo un su e giù per l’isola, fra scogli e spiaggette nascoste, ci soffermiamo nel piccolo villaggio in mezzo al bosco dove c’è la casa più antica dell’isola, un tempo abitata da un noto scrittore.

Pranzo leggero al bar del porticciolo

rientro a casa cullati dal traghetto.

Federico e Sara consigliano una cena svedese ad Haga, il quartiere più antico della città, un’area pedonale con i suoi edifici storici di mattoni rossi ed antiche botteghe artigianali, un quartiere incantevole e nonostante un po’di freddo tanti ragazzi per strada e nei bar coi tavolini all’aperto e le coperte piegate sulle poltroncine.

Al ristorante convinciamo Daniele ad assaggiare un antipasto di renna marinata con i funghi  (veramente ottimo), polpettine svedesi con salsa di mirtilli (come quelle  che si trovano da Ikea) e per un secondo  pesce e puree di patate.

27 agosto

Nel pomeriggio, noleggiamo quattro biciclette, ci lasciamo e Goteborg alle spalle per addentrarci nella foresta protetta di Rya, dove Federico pratica spesso il suo hobby preferito, il trekking con il minimo equipaggiamento indispensabile per coprirsi, per dormire e per mangiare.

Il sentiero ci conduce ad un laghetto immerso nel verde e fitto di colonie d’uccelli; ci  riposiamo dopo la lunga pedalata guardando il tramonto.

28 agosto

Oggi si torna casa; lasceremo Federico al suo nuovo mondo di boschi, di isole, di tramonti che non finiscono mai, che sembra fatto su misura per lui.