Oltre il ponte di Oresund comincia veramente il nostro viaggio, a bordo della piccola nuova Fiat 500 presa a noleggio un paio di giorni prima all’aeroporto danese di Copenaghen. Assaporeremo le atmosfere silenziose, cariche di serenità e tranquillità, di una Svezia a metà tra terra e mare.

Dopo una breve sosta a Malmo per la colazione, proseguiamo nella regione della Scania, ricca di campi coltivati, di foreste e di laghi.
LUND
Ne “Il posto delle fragole” di Ingmar Bergman il protagonista, il vecchio Isaak Borg, compie un lungo viaggio in automobile per raggiungere la Cattedrale di Lund un tempo solo piccolo borgo.
Arriviamo nella mattinata e subito ne respiriamo l’atmosfera pacata, passeggiando nelle strette stradine lastricate di ciottoli, fra vecchie case tradizionali a graticcio. Tutto sembra sospeso nel tempo, una cittadina universitaria incastonata nel verde e nella pietra.
Con grande sorpresa nella piccola piazza troviamo stends artigianali allestiti con prodotti siciliani; sorridiamo mentre dietro a curiosi svedesi ingolositi facciamo la fila per assaggiare arancini e cannoli.
C’è anche una curiosa mostra all’aperto: poggiate sul suolo di porfido, in un angolo della piazza, una fila di decine di paia di scarpe, di tutti i generi e misure, con legati su ciascun paio un biglietto con un messaggio scritto nella lingua locale, per noi indecifrabile.

E’ quasi mezzogiorno e l’orologio astronomico della cattedrale sta per suonare.
All’interno, il funzionamento ed il significato di tutto il meccanismo ci viene spiegato da un prete protestante, capelli lunghi con codino, anelli, bracciali, tatuaggi sulle braccia e sul collo e stivaletti neri da motociclista. Parla svedese e comprendiamo null’altro che la mimica.
Ma che meraviglia a mezzogiorno… è uno dei congegni astronomici più belli che abbia mai visto.

La Cattedrale di Lund è stata consacrata tra la fine dell’anno 1000 ed il 1145; l’orologio astronomico è del 1400: suona alle 12 e alle 15 ed il meccanismo fa partire un cantico medievale facendo muovere le figure dei Re Magi e di Gesù Bambino. Lo spettacolo non è solo musicale ma anche visivo: con un movimento a carillon, sette piccole statuette in legno raffiguranti i tre Magi e i loro accompagnatori compiono un percorso di fronte alle figure di Maria e Gesù Cristo, mentre si ascolta In Dulci Jubilo. Ai lati di Maria e Gesù due cavalieri annunciano, di volta in volta, il passaggio dei Magi, sollevando in arie le trombe

Sopra la scena del Carillon c’è il vero e proprio orologio astronomico, che mostra i segni zodiacali, la posizione del sole al tramonto e le differenti fasi lunari durante l’anno. Agli angoli dell’orologio si trovano quattro figure con lunghissime pergamene, e che rappresentano antichi astronomi come Aristotele, Tolomeo o Ipparco. Sopra tutta la struttura i Cavalieri della Luce e dell’Oscurità sembrano impegnati in una battaglia senza fine. Al di sotto della scena di Maria e Gesù si trova il Calendario, attraverso il quale è possibile calcolare i giorni delle festività religiose mobili (ad esempio la Pasqua) ed osservare un arco di tempo che va dal 1923, anno del restauro, sino al 2123.
All’uscita riprendiamo la nostra passeggiata e casualmente ci troviamo davanti alla casa del celebre poeta svedese A.Strimberg, dove scrisse il tanto discusso romanzo autobiografico “Inferno”.

Pranziamo al mercato coperto Petersborgs Gårdsbutik dove conosciamo i simpatici gestori di una pizzeria italiana, nella quale servono anche la famosa pasta all’Alfredo, (inventata dagli americani per attirare i turisti). Si dicono contenti del loro trasferimento in Svezia ma anche a loro manca sempre molto il sole dell’Italia.
HALLAND
Ne primo pomeriggio, ripresa la strada principale per Goteborg, percorriamo la costa occidentale nella contea di Halland; lo sguardo si allontana verso spiagge sabbiose da una parte e foreste dall’altra.



Arriviamo a Molle, che ospita il faro più luminoso d’Europa, il Kullens Fyr; il tempo si sta guastando ed inizia a piovere a dirotto così ci accontentiamo di vederlo da lontano.

Tylösand ha sette chilometri di sabbia bianca e setosa, tracciata da dune e bagnata dalle onde del Mare del Nord.
HALMSTAD
Dopo una breve sosta a Halmstad: ammiriamo, dall’esterno, il castello del 16° secolo residenza del re Kristian IV. Molto bella la torre sottile e rivestita di rame. Poi la chiesa medioevale di Sankt Nikolai Kyrka: la facciata in mattoni gialli proviene da un restauro degli anni ’70 dell’Ottocento.
VARBERG

Riprendiamo il viaggio sotto un cielo minaccioso, costeggiando la riserva naturale di Hallandsleden che mescola boschi di faggi, querce e pini.
Il tempo sta peggiorando… lasciamo l’’auto nel grande piazzale e ci incamminiamo verso la fortezza di Varberg, costruita su uno promontorio roccioso; arriviamo ai piedi del gigantesco edificio ma ci accorgiamo che la salita è impegnativa; con vento e pioggia ancora di più… meglio evitare. Ritorniamo alla macchina sotto un cielo ricco di nuvole temporalesche sul mare.

Prima di sera siamo ad Halta da Federico e Sara.

SENZA META NEL VERDE
Oggi Federico e Sara devono lavorare e non possono dedicarci molto tempo; riusciamo però a prendere insieme una deliziosa colazione, burro marmellata, latte e sorpresa… dalla finestra-veranda assistiamo al passaggio di una famigliola di cerbiatti in giardino.
Più tardi visitiamo la fortezza di Bohus a Kunglav

e poi a zonzo nella verde campagna svedese, fra fattorie e piccoli laghi. Le strade sono immerse nelle foreste e quando si esce dal fitto degli alberi, si aprono scenari da favola, corsi d’acqua e laghi che sbucano da un momento all’altro dietro una curva; il tragitto stesso, per raggiungere un posto qualsiasi, è già uno spettacolo.





Rientrando ci fermiamo a fare la spesa: questa sera cuciniamo noi e naturalmente all’italiana!
UNA GITA IN BARCA

Siamo diretti al piccolo porticciolo dove Federico tiene ormeggiata la sua nuova barca a vela che è più grande di quella precedente.
E’ bellissima ed attrezzatissima; nella cambusa anche i fornelli basculanti, per evitare che il pentolame possa rovesciarsi quando si cucina con il mare grosso.


Appena salito a bordo, Daniele si siede per evitare di perdere l’equilibrio. Dopo aver preso un po’ di confidenza con l’ondeggio della barca, riesce anche ad aiutare Federico con le vele e a tenere il timone.
Il cielo è sereno mentre il vento distende le vele; cullati dall’acqua filiamo fra isolotti di forme strane colorati di ocra, rossi, gialli…
In lontananza le piccole casette bianche con i tettucci carminio sembrano sospese fra mare e nuvole. Navigando in questa meraviglia, dove lo sguardo si riposa,

arriviamo a Mastrand e, nonostante il “fresco venticello” che spira sull’isola, facciamo colazione all’aperto, per non sprecare nemmeno un po’ della luce e del sole che la stagione ci sta offrendo.

DIRETTI A NORD – Isole
CNN è una delle ultime dieci aree selvagge più grandi al mondo: la costa occidentale svedese, 280 splendidi chilometri da Göteborg al parco marino delle isole Koster, vicino al confine norvegese, ha 8.000 isole e isolette (da esplorare con le bici a noleggio), placide acque per pagaiare, piste ciclabili, sentieri escursionistici e ottimi crostacei
Oltrepassato il ponte di Stenungsund percorriamo la strada 160 a nord dell’Isola di Tjor; alcune delle piccole isole dell’arcipelago svedese sono collegate fra loro da ponti. Per tutta la strada si incontrano pittoreschi villaggi di pescatori, paesaggi rocciosi, riserve naturali, arriviamo a sud dell’isola di Orust.
Costeggiamo lo Stigfjorden, un fiordo poco profondo collegato al mare da stretti canali navigabili; durante la primavera e l’autunno, la riserva naturale assicura la sopravvivenza di migliaia di anatre, oche, cigni e trampolieri.



Breve sosta a Smogen

Smögen è su tutte le guide turistiche e non avrebbe bisogno di presentazioni. Vederla già dal ponte che la raggiunge è però un’esplosione di colori che merita di essere ricordata: l’erica viola fra le rocce di granito giallo-rosa e le casette rosse -bianche che sembrano appollaiate lì, quasi in precario equilibrio sul filo dell’acqua. Passeggiamo sul molo.
Gullholmen





Su suggerimento di Federico, che nel periodo estivo naviga instancabilmente con la sua barca fra queste isole, saliamo sul traghetto per Gullholmen. Nessun turista, il sole si sta offuscando, i colori sono quasi eterei…

Sbarchiamo su una piccola isola dove non ci sono auto, gli alberi delle barche ondeggiano al vento, il legno del pontile scricchiola sotto i nostri piedi.




Le stradine strette si snodano tra tipiche case di legno; alle finestre, fra tendine di pizzo, sono posti oggetti marittimi: fari, gabbiani, velieri. Oltre alla bellezza abbagliante dei colori, regna un assoluto silenzio.


Siamo fuori stagione e bar e ristorantini sono ormai chiusi. Ci imbattiamo in un Signore che ci accoglie nella Bibliotek Museum dell’isola e ci fa da cicerone per quasi un’ora, descrivendoci, in italiano quasi perfetto, tutti gli animali di cielo-terra e mare raccolti nel museo (alcuni impagliati altri solo disegnati) che vivono protetti in questo pezzo di mondo.
Al termine dell’inaspettato tour naturalistico ci accompagna personalmente alla piccola drogheria del porto, dove acquistiamo pane e salmone che ci mangiamo sulla banchina in attesa del traghetto che ci riporterà sulla costa.
Appena a terra, l’ultima sorpresa della giornata: sul parabrezza dell’auto, lasciata qualche ora prima nel parcheggio deserto del porto, una bella e salata multa per divieto di sosta. La zona completamente vuota e l’assoluta mancanza di altri turisti ci aveva fatto credere che la sosta fosse libera. E’ stata in quella occasione che abbiamo scoperto che in tutta la Svezia il parcheggio è sempre a pagamento!
Riprendiamo la strada del ritorno, ma prima ci fermiamo un attimo… lo sguardo va al di là delle rocce, al di là d le isole, al di là del mare.

Si cena e si resta in casa; Federico ci racconta delle sue regate e delle sue avventure nella foresta, Sara dei sui progressi con Finetta, il suo inseparabile cavallo.



Questa ultima mattina, presto facciamo insieme colazione poi ci salutiamo; Federico e Sara devono entrambi andare a Goteborg-città per lavoro. Chiuderemo noi la loro casa più tardi avendo la sensazione che alla sera ci ritorneremo ma lasciando le chiavi sotto un vaso del giardino.

Percorriamo il tragitto nel verde del grande campo da golf che circonda la casa di Federico e Sara, fino ad immetterci sulla strada principale.
Superata Goteborg, l’autostrada corre diritta fino in Danimarca dove l’aereo ci attende per riportarci a casa. In serena tranquillità sono volati anche i nostri otto giorni di vacanza.



























































