05 dicembre 2008
Dopo 11 anni eccoci qui a raccontare di un bellissimo viaggio a Colmar, nell’Alsazia francese, durante il periodo dei mercatini natalizi.
Partenza da Milano Centrale per Basilea con biglietti acquistati in agosto al prezzo di 44,00€ andata/ritorno per 2 (Daniele ed io). Alla stazione svizzera di Basilea c’è la frontiera con la Francia; qui si cambia treno e dopo circa mezz’ora siamo a Colmar.
Appena arrivati ci accoglie subito un’atmosfera natalizia.

Il nostro albergo, Hotel Saint Martin, si trova in centro, la camera è spaziosa e molto ben arredata, dalla finestra una bellissima veduta sulla piazza principale dove è allestito un coloratissimo luna-park per i bambini.


L’aria, proveniente dai Vosgi che si vedono in lontananza, è frizzante ma è piacevole passeggiare fra case a graticcio (“colombages”) dai colori pastello affacciate sui canali; si respira un’atmosfera d’altri tempi.



Ci ritroviamo a Place des Dominicains dove le bancarelle del mercatino di Natale espongono articoli regalo di artigianato alsaziano, in legno e materiali naturali;


ci fermiamo davanti alla chiesa dei Dominicani e sul portale scattiamo una fotografia della Vierge au Buisson de Roses (la Madonna del Roseto)liberamente tratta dal capolavoro, di Martin Schongauer. dipinto nel 1473, rappresenta la Vergine seduta con il bambino tra le braccia; alle sue spalle uno sfondo di rosai dove si nota un pettirosso, l’uccello della passione di Cristo, una rosa bianca che rappresenta la purezza e sopra due angeli la incoronano.

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Cena vicino al nostro albergo, in un caratteristico locale “winstub” con menù dai sapori alsaziani.
6 dicembre
La mattinata è dedicata al museo Unterlinden situato in antico convento di Frati Domenicani; il nostro interesse è principalmente per il polittico di Issenheim, un’opera di Matthias Grunewald dipinta tra il 1512 e il 1516 per la chiesa prioria di Sant’Antonio a Isenhein. La pittura ad olio su legno di tiglio, si compone, di una predella centrale con 2 sportelli fissi laterali, dipinti su unica facciata con il Cristo morto. Si tratta della più straziante crocefissione che la pittura ricordi. Ci soffermiamo qualche minuto in silenzio al rispettoso cospetto di tale sofferenza.
All’uscita ci reimmergiamo nella gioia del Natale, ci avviamo verso piazza Six Montagnes Noires con il mercato per i bambini. Vi è un presepe meccanico e una grande cassetta delle lettere per scrivere a Babbo Natale,

e poi una giostra con cavalli a grandezza naturale che si muovono dondolandosi lungo una pista fra verdi abeti e sbuffi di neve: facciamo un giro a turno e per un attimo anche noi ritorniamo bambini. Entusiasmante!
Per pranzo, “choucrout”: tagli di carne con aromi di sottobosco come muschio e funghi, serviti su una montagna di crauti, accompagnati da patate bollite, senape e rafano piccante. E visto che siamo nella terra del miglior vino francese beviamo Pinot Gris Alsazienne.

Proseguiamo nella Grand Rue, sempre con il naso all’insù, ammirando le finestre addobbate.
Incredibile! In pieno inverno, dalle finestre di un antico palazzo, pendono vasi di gerani in fiore.

Ci ritroviamo davanti alla casa più famosa di Colmar, Maison Pfister costruita nel 1596; il pianterreno è in pietra mentre i due piani superiori in legno e decorati con rappresentazioni bibliche e allegoriche.
In giro, per le strade affollate, notiamo deliziosi cappelli natalizi, così ci fermiamo ad una bancarella e ne compriamo due, il mio con lunghe trecce bianche e lucine intermittenti intorno al capo; quello di Daniele un po’ più bizzarro: con ponpon appoggiato alla fine di una buffa spirale e anch’esso lampeggiante. Ora siamo veramente immersi nella serena atmosfera di Natale, ma qui è decisamente facile ed inevitabile.
Proseguiamo verso Place Jeanne d’Arc, che ha il miglior mercatino di prodotti gastronomici rigorosamente Alsaziani: ciambelle alla cannella, frutta ripiena di crema di mandorle, biscotti allo zenzero o all’anice a forma di fiori e cuori “Bredele” e tutt’intorno il profumo del vin brulé.


Nella Place de l’Ancienne Dogane, è stato allestito una presepio ad altezza d’uomo, una Capanna con la Natività e due bellissime caprette. Daniele si avvicina ad una di loro e qui scatto una foto: Stupendo!

Nell’antica Dogana, costruita in pietra arenaria gialla e con il tetto in ceramica colorata, ora c’è la sede del Comune, una scalinata con colonnine in pietra permette l’accesso ai locali superiori dove all’interno, in questo periodo, c’è un altro mercatino, d’arte e d’antiquariato.

Per cena zuppa, affettati misti e un odoroso formaggio alsaziano, il Munster, accompagnato da un buon bicchiere di Gewurztraminer.
E’ diventato buio e tutte le luminarie sono accese; i colori e le luci creano degli effetti speciali e si riflettono nei canali; inizia a nevicare ed ogni cosa acquista un fascino irresistibile.


Tornando in albergo, mentre tutto sembra tranquillo, improvvisamente da un bar esce barcollando (o viene buttato fuori) un uomo ubriaco che urta malamente Daniele cadendo entrambi sul porfido scivoloso; molto spaventata lo aiuto a rialzarsi e ci allontaniamo subito perché l’ubriaco urla frasi sconclusionate.
7 dicembre
Dopo un’abbondante colazione, lasciamo i bagagli in reception e siamo pronti all’ultima passeggiata per Colmar. Attraversata da due canali, il Lauch ed il Fech, questa zona è chiamata piccola Venezia, anzi piccolissima. Il ponticello sul Lauch, contornato da case pittoresche intersecate da travi secolari che si specchiano nel canale, è un piccolo gioiello reso ancor più brillante dagli addobbi natalizi che spuntano dai balconi e dalle finestre.




Fra solo qualche ora dovremo tornare a casa e abbandonare questa speciale, anzi magica atmosfera.





