Cipro 1999

A distanza di 20 anni, è  bastato rivedere le fotografie e leggerne gli appunti sul retro per far riaffiorare i ricordi del mio splendido viaggio sull’isola di Cipro.

Serbo un bellissimo ricordo di questa vacanza ormai lontana e di cose viste e condivise con mia madre e mio padre; mi auguro sia rimasta incantevole come allora, nonostante gli 11 milioni di turisti contati nel solo 2018. Un luogo dove si danno appuntamento gli uccelli migratori, in viaggio tra Asia, Europa e Africa e in cui fioriscono orchidee, crochi e il tulipano di Cipro.

In giro per l’isola ho scoperto luoghi spirituali, storici, leggende e miti; ho ammirato ripide scogliere e dorate insenature di sabbia e acqua cristallina; ho contemplato lentischi ed eucalipti che, a mano a mano che si sale, cedono il posto a ginepri e pini; lungo i sentieri nella natura ancora incontaminata e sulla grande spiaggia dell’albergo, ho trascorso meravigliosi giorni in quieto relax con papà e mamma.

L’albergo immerso nel verde è situato in una insenatura di sabbia a forma di una mezzaluna, la Baia di Famagosta; il mare,  nonostante il fondo piuttosto scuro, è azzurro e trasparente. E’ primavera e trascorreremo qui 15 giorni in perfetta tranquillità; solo nelle giornate più ventose si sente lo scricchiolio delle pale di ferro del vecchio mulino a vento, posto sul prato che arriva alla spiaggia. La mia camera d’albergo è singola ma molto grande ed ogni giorno, dopo pranzo, ci si ritrova tutti per il caffè: oltre alla mamma e papà, ci sono anche mio fratello Marco e consorte.

Agia Napa

Lungo la strada per Agia Napa ci fermiamo ad ammirare il Monachus Arch, un bellissimo ponte naturale di roccia sospeso sul blu intenso del mare. Agia Napa è un piccolo villaggio, abbastanza movimentato ma non caotico, con i negozi di souvenir lungo tutta la strada principale. E’ qui che ho acquistato la bellissima icona della Madonna che tutt’ora adorna la mia camera da letto.

Nel mezzo del paese, circondato da un alto muro, si trova l’incantevole monastero medioevale, risalente al Cinquecento.

All’ingresso, ci da il benvenuto un  “sicomoro” (albero tipicamente medio-orientale) che pare abbia anch’esso più di seicento anni;

all’interno del monastero il chiostro è pieno di fiori mentre la chiesa scavata nella roccia è parzialmente sottoterra.

Gita di un giorno Pafos

Di buon ora parto da sola con il tour organizzato dall’albergo; inizialmente la strada si snoda  fra campi di terra rossa e  mulini a vento, poi segue la costa.

Prima tappa a Kourion dove si trova l’antico stadio  da cui si gode di uno splendido panorama sul mare e sui campi vicini.

Il tour prosegue lungo l’incantevole costa di un mare cristallino decisamente in contrasto con l’aspro paesaggio circostante; Il percorso è suggestivo e pare la scenografia di un film d’avventura.

Ci fermiamo per osservare dall’alto la spiaggia  di Petra tou Romiou che, secondo la leggenda fu scelta da Afrodite (o Venere) per mostrarsi ai comuni mortali emergendo dalle acque. Effettivamente il luogo è spettacolare, i faraglioni si ergono a pochi metri dalla riva lambiti dal mare turchese.

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Kao Pafos –

Chiesa della Panagia – Chrysopolitissa e i resti della Basilica di Hrysopolitissa, conserva ancora oggi il cosiddetto Pilastro di San Paolo, dove si ritiene che il santo, dopo essere stato legato e frustato in nome del cristianesimo.

Nea Pafos

Ammiriamo  i mosaici: Casa di Teseo, (un bellissimo mosaico rotondo raffigurante Teseo e il Minotauro), la  Casa di Aion e la Casa di Dionisio, una incredibile serie di mosaici policromi risalenti al II secolo D.C, raffiguranti storie della mitologia greca.

Pranzo e passeggiata sul molo; sullo sfondo la  fortezza medioevale, smantellata e ricostruita più volte (bizantini – lusignani  – veneziani e ottomani).

Villaggio Geroskipou

Verso il tramonto, sulla via del rientro, un’ultima tappa per ammirare una delle più interessanti chiese bizantine dell’isola: la  Chiesa di Agia Paraskevi (X secolo) le cui cinque cupole formano una croce ed all’interno affreschi bellissimi.

Una giornata a Nicosia (Lefkosia)

Nicosia è al centro dell’isola ed il cuore della città. E’ racchiuso da mura, tutt’oggi praticamente intatte, così come la Porta di Famagosta, che troviamo chiusa. All’interno dell’area pedonale incantevoli vicoli si snodano fra case, gallerie e negozi tradizionali, tutti restaurati fondendo il passato storico con il moderno.

Accanto al Palazzo dell’Arcivescovado c’è la bellissima Cattedrale Agios Joannis e nella piazza adiacente l’enorme statua di  Makarios III. Ora la scultura è stata trasferita presso la sua tomba, vicino al Monastero di Kikkos).

Purtroppo questa città, dal 1974 ed ancora oggi, è divisa in due vere e proprie fazioni, separate dalla “linea verde”(recinzione militare); una parte cipriota e l’altra turca e l’altro. per visitare la parte Turca si deve oltrepassare ilcheck-point di Ledra St. e senza passaporto, possiamo solo guardare oltre il confine e scorgere un altro mondo e un’altra cultura: non più quella greco-ortodossa ma quella ottomana.

Passeggiata pomeridiana

Arroccata sopra la roccia (169 gradini per arrivarci), una bellissima chiesetta tutta di pietra domina la costa di Protaras; davanti al cielo azzurro, al mare turchese e ai campi gialli di grano maturo, resto incantata. All’interno inusuali piatti di ceramica.

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In auto ai Monti Trodos

Nonostante la difficoltà della guida a sinistra (come in Inghilterra) della macchina presa a noleggio, mio fratello Marco ci fa da autista per i Monti Trodos, attraverso paesini tipici e piccole chiese.

Troviamo anche numerosi monasteri dove, nel XII secolo, in seguito alle gravi discriminazioni perpetrate dalla dinastia cattolica dei Lusignano, si ritirò il clero ortodosso.Da Moutoulas imbocchiamo una strada irta e tutta curve, che sale rapidamente di quota e ci porta sulla via principale che conduce al Monastero di Kikkos; fù fondato nell’XI secolo dall’imperatore bizantino Alessio I Comnemo, e custodisce al suo interno un’icona che si ritiene dipinta  da San Luca. Gli affreschi e i mosaici sono molto colorati ma predomina l’oro.

Ci fermiamo anche al Monastero di Trooditissa, caratterizzato da un imponente tetto spiovente con travature in legno; purtroppo è chiuso e possiamo solo godere del silenzioso giardino.

Una  giornata a Larnaka

Kiti

Sulla strada ci fermiamo alla Chiesa Angeloktisti  (significa “costruita dagli angeli”) in stile bizantino XI secolo. Conserva uno stupendo e raro mosaico del VI secolo della Vergine e del Bambino affiancati da due arcangeli.

Larnaka

è una splendida città, con una passato glorioso: fenici,  greci-micenei, città natale di Zenone; qui San Lazzaro si spostò dopo la sua miracolosa resurrezione.

Iniziamo la nostra visita alla Chiesa di Agios Lazaros, la chiesa di tutta Cipro che più mi è piaciuta; è un santuario ortodosso che richiama molti devoti;

l’interno di pietra è decorato con sculture cattoliche e magnifiche icone ortodosse laminate in oro. L’esterno è in pietra più chiara e con un elegante campanile.

Alla periferia di Larnaca,  si trova un vasto lago salato; con questo sole di primavera luccica e tutto appare un po’ lunare: vi sono aironi e fenicotteri mentre sulla sua riva,  circondato da cipressi, ulivi e palme da dattero,  la Hala Sultan Tekke, meta di pellegrinaggio musulmano; siamo tra i pochi visitatori ed il posto è veramente tranquillo.

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Paralimni

Scattiamo qualche foto e poi, riguadagnata la strada principale, raggiungiamo Agios Georgios, dove in riva al mare risalta l’omonima caratteristica chiesetta.

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Il rientro in albergo è un po’ travagliato: infatti giriamo in tondo, rimanendo sempre nello stesso punto; seguendo le indicazioni di papà, per fortuna ci ritroviamo (non sapremo mai come) in albergo, puntuali per l’ultima cena prima della partenza: Moussaka eccezionale! Il cuoco mi spiega  la ricetta che ancora cucino con i complimenti di tutti.