16 luglio 2010
Partenza al mattino da Milano, imbocchiamo l’autostrada per Aosta, verso mezzogiorno ci fermiamo all’autogrill vicino a Courmayeur, mangiamo polenta taragna, nulla di speciale, proseguiamo per il traforo del Monte Bianco costo della tratta € 47,00 (a/r), finito il tunnel sostiamo un po’, l’aria è frizzante ed i ghiacciai del Bianco ci appaiono vicinissimi. Dopo un susseguirsi di discese pericolose riprendiamo l’autostrada e siamo in Alta Savoia.

Alle 14.30 arriviamo ad Annecy Vieu dove si trova il nostro logis, una signora un po’ svampita ci accoglie e ci mostra la camera, semplice e pulita, ci rinfreschiamo e dopo un riposino e un po’ di benzina (quanta pazienza il mio cucciolo) usciamo.Parcheggiamo in un viale dove grandi platani costeggiano un grande prato all’inglese ….

Al di là il lago di un colore azzurro intenso e più in la smeraldo, l’acqua limpida il fondo sabbioso tutto incorniciato dalle montagne,
comminiamo mangiando un gelato, fino al Pont des Amours, un semplice ponte di ferro che collega il lago e i Jardins de l’Europe,



un’oasi di verde che degrada verso il lago, pieno di gente seduta sotto secolari sequoie, una bizzarra fontanella a monovella ci incuriosisce (scopriremo poi altre fontane).
Costeggiamo il canale Le Thiou, famoso per le sue chiuse e ci troviamo al punto informazione dove ci forniscono di cartine.

Annecy ci appare veramente incantevole, passeggiamo per i quai, i canali corrono lungo case con fiori alle finestre, chiese, palazzi antichi color pastello e tra ponti ed archi

fotografo il mio adorato Daniele.
Tutto è avvolto da un’atmosfera tranquilla, molto romantico come in un’antico dipinto. Gironzoliamo fino al Palais de l’Isle, un palazzo medioevale fortificato del XII sec. che spunta in mezzo all’acqua dividendo in due il canale da sembrare con la sua punta una nave.


Cena, l’ostessa ci indica un tavolo soleggiato ma preferiamo un altro tavolo più riparato, antipasto due fette di prosciutto crudo con una cipollina e cetriolo in agro, carne con salsina marrone dolciastra, formaggio e per dolce uno spumone verde al sapore di cewingum, per bevanda un bicchiere di rosso imbevibile anche se allungato con litri d’acqua, rimarrà imbevuto tutta la serata sul tavolo.
17 luglio 2010
Sveglia e colazione the e caffè con brioche, niente a che vedere con le nostre colazioni vacanziere, partenza per Lovagny,

la strada scorre veloce fra dolci pendii e in men che si dica ci ritroviamo in un fitto bosco, parcheggiamo e dopo un breve tragitto ci ritroviamo all’entrata delle Gorges du Fier,
sono un po’ preoccupata per il mio piccino che soffre di vertigini,

ma appena entrati sulla passerella fissata alla roccia e sospesa ad un’altezza di 20-30 metri sono io ad aver problemi, ma tenendomi ben ferma al corrimano supero ogni paura.

Il percorso lungo 250 metri, permette di osservare le rocce scavate e levigate dal fiume Fier, alla fine ci si ritrova nel verde di un piccolo bosco, ma per uscire dalle gole bisogna rifare il percorso in senso inverso. Emozionante.

A pochi minuti dalle gole, si trova il castello di Montrottier, fortezza medioevale a pianta pentagonale costruita nel XIII, imponente e ben conservata, l’abbiamo vista da fuori perché aperta al pubblico solo nel pomeriggio. Daniele per potermi fare una foto da cartolina dice lui mi fa arrampicare su di un muretto, ma il risultano non è molto soddisfacente.


Al ritorno una sosta sul ciglio della strada per la raccolta di ben 9 pennacchi che per tagliare i duri fusti occorre coltello a serramanico.

Pranzo sul balcone della camera, fettine di carne con patate arrosto, dolce ed anche vino.
Nel pomeriggio ci spostiamo sulla riva sinistra del lago per raggiungere il castello di Menthon, vediamo anche questo castello solo da fuori, facendo un giro nel piccolo giardino (ingresso 1€),
dopo la veloce visita riprendiamo la strada facendo tappa nel grazioso paesino di Tolloires, sul pontile del piccolo porticciolo vi è una bella vista sul lago,ma un vento gelido e dei nuvolosi neri minacciosi di pioggia ci fa scappare,



passando per l’antica Abbazia Benedettina oggi diventata un Hotel ci incuriosiscono il menu ma soprattutto i prezzi e Daniele spiritosamente mi legge in francese con annessi commenti tutte le portate. Ritorniamo ad Annecy per un visita alla basilica di Notre Dame de la Visitation posta sopra una collinetta, esternamente non ci è piaciuta molto e neanche il panorama, all’interno ci sono le reliquie di San Francesco di Sales.
Cena, nonostante il tempo si mangia all’aperto, il menu monotematico con una variante il formaggio anziché alla table lo chiediamo blanche …..
18 luglio 2010
Dopo un petit colazione, saldiamo il conto (un po’ caro per il servizio offerto) e ci avviamo verso la Forest du Cret du Maure,
a pochi chilometri da Annecy eccoci immersi in una fitta vegetazione, arrivati ad un belvedere,

il panorama sul lago è veramente stupendo, incastonato fra le montagne questo piccolo gioiello azzurro ci rilassa cuore e mente

ci incamminiamo nel bosco seguendo delle segnaletiche colorate, il sole filtra fra i rami, si sale e si scende fra boschi e prati assolati ora è il verde che ci riempie gli occhi.
torniamo ad Annecy nel centro fra stradine ed archi di pietra





c’è il mercato e fra bancarelle di vestiti vintage, frutta, verdura e formaggi tipici cerchiamo un posto dove mangiare, in riva ad un canale poco lontano dal pont de Thur troviamo un bistrò dove a prezzi contenuti mangiamo una deliziosa fundue per me ed una ………. per Daniele, il vino discreto, un’ultimo sguardo al lago che oggi col sole sembra ancora più limpido ed azzurro e ci avviamo verso casa.